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IL CONSUMISMO E IL CASO APPLE

Il consumismo e il caso Apple

Un giorno dei primi anni trenta un tizio di nome Keynes scrisse alcuni essenziali teoremi economici che riformarono l’organizzazione delle finanze interne dei paesi occidentali, tra cui anche gli Stati Uniti alle prese con le conseguenze del collo della borsa di Wall Street (crisi del ‘29), poi divenuti col tempo i fondamentali di tutti i paesi industrializzati.
Si ebbe cosi’ la nascita dello Stato interventista e l’evoluzione del mercato in prospettiva concorrenziale.

Ma, c’è una affermazione di Keynes che letta oggi mi fa ancora sorridere:
“Il consumo dipende essenzialmente da 2 variabili: è direttamente proporzionale al reddito e inversamente proporzionale al prezzo del bene o servizio da acquistare”
Questo teorema semplicistico poteva andare bene all’ora, ma dopo la nascita del consumismo di massa (anni ‘50) e la nascita di nuove discipline come il Marketing volto a stabilire degli schemi, strategie di normale accettazione per imporsi come leader sul mercato o almeno tentare di concorrere con le altre imprese, il concetto di consumo diviene più complesso e influenzato da nuove variabili.
Ci viene in soccorso un altro economista, Dusenberry, il quale nel parlare del consumo tirò fuori un’affermazione a dir poco psicologica:
“Molti beni vengono acquistati perché costituiscono un «simbolo» nella collettività; il consumo di un soggetto non dipende dal suo reddito (reddito assoluto), ma dalla posizione che quella persona occupa nella società (reddito relativo).
I consumatori sono influenzati nelle loro scelte da un «effetto d’imitazione», dovuto all’appartenenza a una determinata classe.”
Il consumatore si è evoluto, effettua le sue scelte conformandosi a quelle del gruppo sociale di appartenenza, per evitare di essere escluso e rimanere isolato.

Cosa a che fare tutto ciò con il Marketing?
Tempo fa parlando con un amico, capii come l’azienda Apple fosse riuscita a imporsi sul mercato cosi’ prepotentemente non solo grazie alla qualità dei prodotti offerti, ma anche perché fu abile a creare una comunità nella quale tutti i membri, i consumatori stessi, appoggiavano determinate ideologie da diffondere al pubblico quasi come fosse il verbo di Cristo.
Ed è vero! Chi possiede un prodotto Apple subirà conseguentemente un’elevazione sociale automatizzata, nel senso che verrà visto da parte degli altri con un occhi diversi, di ammirazione e anche un po’ di invidia.
Prima vedendo alcune persone con un dispositivo Apple, pensavo immediatamente che queste facessero parte di una classe sociale elevata con un buon reddito tale da permettere di sostenere un acquisto di un certo peso.
In realtà anche se i prodotti costano molto, a causa dell’enorme influenza del marchio sul mercato, anche chi non si azzarderebbe mai (causa reddito basso) ad acquistare tali prodotti, lo fa.
Di conseguenza alcune persone alle quali magari non interessa la qualità eccezionale del prodotto in se lo acquistano solo per far vedere o dimostrare agli altri di essere superiori e appartenere alla cerchia ristretta dei privilegiati.
Ma quale è il segreto allora? L’abbiamo detto prima… il prodotto che tu offri deve far rientrare i relativi possessori in una classe sociale superiore ovvero una cerchia stretta di persone “privilegiate” unite sotto una stessa ideologia.

E’ un discorso generico applicabile a tutti i grandi Brand, ma in questa sede ho voluto riportare il caso Apple perchè sia il marchio che le dinamiche dell’azienda sono conosciute dalla maggior parte della popolazione del globo.
Source: stw

Articolo casuale

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